Maurizio Comandini
Richard Bliwas è sicuramente un artista eclettico: questi due
dischi pubblicati nel 2000 lo testimoniano in maniera inequivocabile. La musica sembra
essere il medium principale attraverso il quale preferisce esprimersi, ma l'artista
americano rivendica con orgoglio anche il ruolo di tutor per la scrittrice americana-
giapponese Cynthia Kadohata. Per il libro che l'ha resa (moderatamente) celebre,
almeno negli Stati Uniti, l'intrigante "The Floating World" del 1989, Bliwas ha
addirittura ispirato (e forse scritto) il capitolo finale in cui si parla delle sue
avventure come gestore di distributori automatici, al posto del padre da poco deceduto. Un padre
che lo accompagna come ghost-manager nell'impacciato peregrinare fra le miserie di
un'America minore e un po' scalcinata. Troveremo tracce e rimembranze del rapporto con la
scrittrice nel testo di "Carnival Game", uno dei brani di Walk The Bike.
Alla luce delle sue variegate esperienze, potremmo interpretare la parabola artistica di
Bliwas come il percorso di un moderno poeta alle prese con la molteplicità estrema
delle sfaccettature della vita contemporanea. Un poeta che sa alternare momenti romantici
di piccole ballate cariche di echi delicati ad escursioni in aree contigue a quelle del
free e della musica sperimentale. Del resto sin dagli anni del college, nei primi anni
ottanta, la sua abilità al pianoforte e la sua curiosità intellettuale lo avevano portato
a confrontarsi, in perfetta solitudine, con le composizioni lunari di Arnold
Schoenberg e a cimentarsi in ardite improvvisazioni in trio con il saxofonista
Charles 'Ned' Goold e il chitarrista Ben Sher.
Finalmente, con lo sbocciare del nuovo millennio, le sue continue peregrinazioni lo hanno
condotto alla soglia dell'esperienza discografica compiuta, grazie alla minuscola
etichetta Rising Rose Records (che probabilmente è solo la sigla che identifica l'ennesimo
esempio di autoproduzione). Più o meno contemporaneamente fra di loro, sono stati
pubblicati questi due album che hanno indubbi punti di contatto ma che poi volano in
territori nettamente contrapposti.
Da una parte abbiamo l'album di canzoni Walk the Bike dove la vena è quella del
cantautore che percorre strade inconsuete per emergere con melodie accattivanti ed
appassionate, appena abbozzate e lasciate decantare. Le idee si susseguono
incessantemente e alla fine, in poco meno di cinquanta minuti, i brani sono ben 24,
spesso sotto la soglia del minuto, spesso accorpati ed incastrati uno nell'altro.
Le potenzialità messe in campo sono enormi, grazie alla eccellente sensibilità dei
partner utilizzati: si va dalla chitarra slide di David Tronzo al basso acustico
di Ben Allison, dalla fisarmonica di Joey Barbato ai saxofoni di Michael
Blake e alle percussioni di Jamey Haddad. Il leader è alla voce, al pianoforte
e all'organo. La sua presenza è centrale, dominante, ma i partner hanno modo di
ritagliarsi spazi preziosi, seppure rarefatti. La drammatica voce strumentale di
Tronzo emerge raramente, ma quando lo fa scava squarci di inquietudine minacciosa,
lirica lava infuocata che brucia fin dentro l'anima. Il basso di Allison ha quella
profonda inflessione acustica che rende il suono complessivo ancora più organico. Il
suono della fisarmonica e delle percussioni si amalgama in modo eccellente, dando un
giusto contrasto rurale ad una musica che è pluriforme come la giungla urbana delle
metropoli. E i saxofoni di Blake sanno elevare con le giuste inflessioni un grido
carico di umanità che emerge dalle stradine della New York Downtown per andare a sfidare
i grattacieli che fanno da lontane ma incombenti sentinelle.
Compose Yourself è sottotitolato 'Ten Improvisations' e vede Bliwas in
compagnia di Ben Allison e di Michael Blake. L'album, a differenza del
precedente, è completamente strumentale, una libera escursione improvvisata che sa farsi
sperimentale senza dimenticare gli echi romantici che sono evidentemente parte del DNA
del leader. Il percorso è decisamente impegnativo e la felice scelta dei compagni di
strada è indubbiamente la chiave di volta per la buona riuscita del tentativo. I brani
sono più dilatati e le idee vengono elaborate molto più a lungo, cercando ogni
sfumatura ed ogni angolo di visuale. A volte emergono frammenti di hard bop o addirittura
squarci di pianismo quasi-vaudeville, ma il clima generale è decisamente moderno,
abbarbicato a cicli di tensione e rilassamento, tipici del free-floating che queste
piccole formazioni sanno interpretare a meraviglia. L'assenza della batteria rende ancora
più prezioso il contributo di Ben Allison e anche la componente ritmica del gioco
pianistico è maggiormente in evidenza. Blake e Allison sono presenti in
quattro brani a testa, in tre dei quali contemporaneamente. Il saxofonista, eccellente
maestro di camouflage, sa soffiare nel clarinetto e nel saxofono con perfetta padronanza
delle varie stratificazioni temporali che caratterizzano il suo suono. La sua capacità di
evocare i grandi maestri degli anni quaranta si sposa alla perfezione con la sua
curiosità progettuale di taglio avanguardistico, fornendo spunti e territori da esplorare
assieme ai compagni di strada.
Nella metà dei brani il leader è in perfetta solitudine e la sua vena rapsodica macina i
materiali e li amalgama in un vorace stream of consciousness che incorpora e ingloba,
decanta, analizza, riprende e rilascia. L'ultimo brano col clarinetto spiritato ma sereno
di Blake evoca perfettamente quel clima di fantasmi non inquietanti, ma
addirittura familiari, che permeava il racconto di cui si diceva all'inizio. Il cerchio
si chiude, le favole si fanno racconti di vita, l'esperienza e la maturità si fondono con
le fantasie e le pulsioni giovanili. Aspettiamo il seguito.
Valutazione: * * * (per entrambi)
Sito di Richard Bliwas:
www.richardbliwas.com
Elenco dei brani:
Walk the Bike
01. Prelude (Bliwas) - 0:09
02. Moroccan Roll (Bliwas) - 1:36
03. Alphabeat (Bliwas) - 0:46
04. Grocery Song (Bliwas) - 1:51
05. Slow Down Get Ticket (Bliwas) - 1:14
06. Carnival Game (Bliwas) - 2:34
07. Rising Rose (Bliwas) - 0:37
08. Imagine Her (Bliwas) - 1:03
09. Positively 10th Street (Bliwas) - 3:23
10. Paper Back Yard (Bliwas) - 2:50
11. Soap (Bliwas) - 2:13
12. Projector (Bliwas) - 2:18
13. Compose Yourself (Bliwas) - 0:25
14. Coffee (Bliwas) - 2:21
15. Synesthesia, Pt. 1 (Bliwas) - 0:53
16. Walk the Bike (Bliwas) - 0:51
17. Old Recurring Dream (Bliwas) - 0:55
18. Sweet Lorraine (Burwell/Parish) - 1:13
19. Instrumental (Bliwas) - 8:39
20. Newcomb Hollow (Bliwas) - 0:55
21. Tea (Bliwas) - 2:38
22. Younger Girl (Sebastian) - 1:30
23. Skeleton Key (Bliwas) - 0:50
24. Yoga (Bliwas) - 6:07
Compose Yourself
01. Synesthetic Yarn - 1:40
02. Bliology - 4:27
03. Chimney Dust Swallow - 5:16
04. Six Eyes - 5:03
05. Remote Lack of Control - 12:11
06. Sight Red - 13:18
07. Celeriac Rag - 5:09
08. 11:11 - 5:28
09. Green Is the New Gray - 4:21
10. I Told You - 5:25
Musicisti:
Walk the Bike
Richard Bliwas (voce; tastiere; percussioni)
David Tronzo (chitarra slide; dobro; ukulele)
Ben Sher (chitarra)
Michael Blake (sax)
Joey Barbato (fisarmonica)
Ben Allison (basso acustico)
Jamey Haddad (percussioni)
Compose Yourself
Richard Bliwas (pianoforte in tutti i brani)
Michael Blake (clarinetto in 2.6.10.; sax in 4.)
Ben Allison (basso acustico in 2.4.8.10)