L'appuntamento è giovedì 1 ottobre: con l’arrivo dell’autunno, puntuale ogni anno, ricomincia la stagione dell’Alexanderplatz. Il club italiano più conosciuto all’estero proporrà, sette giorni su sette, concerti jazz con artisti e miti che hanno fatto la storia del jazz e con nuovi talenti, italiani e non, che rinnovano con intelligenza la musica Afro-Americana. XXVII anni di grande musica hanno reso il club un “tempio” per i cultori del jazz. Vedere per credere: i muri dell’Alexanderplatz parlano! Le firme dei più grandi artisti che hanno fatto storia lo testimoniano sui muri del club: una sorta di museo graffito della storia del jazz, unico al mondo. Chet Baker, Ray Brown, Winton Marsalis, Steve Gadd, Billy Cobham, Steve Turre, Joe Levano, Joe Henderson, Michael Brecker, Massimo Urbani, Wayne Shorter, Cedar Walton sono solo alcuni dei nomi che hanno calcato il palco del club segnando la storia dell’Alexanderplatz. Quasi trent’anni di musica Afro-Americana ed è naturale che il club sia oggi un importante punto d’incontro che ha contribuito alla storia e alla crescita del jazz italiano consacrando Roma “capitale del jazz”! Dal 1982 ad oggi, si continua a programmare musica con la stessa filosofia: appassionare e coinvolgere il pubblico nel meraviglioso mondo del jazz offrendo proposte musicali legate a nomi italiani e internazionali.Down Beat, la più prestigiosa e autorevole rivista musicale statunitense, ha dedicato diversi servizi al club a firma di uno dei più autorevoli giornalisti in campo jazzistico internazionale: Ira Gitler. E’ un vanto per l’Alexanderplatz far parte della classifica dei migliori Jazz Club del mondo stilata dalla rivista.
Si apre la stagione con il “Latin Mood” di Javier Girotto e Fabrizio Bosso in cui il mondo latino incontra l’universo del jazz! Un progetto importante ed una scelta ponderata dalla direzione artistica del club che metterà in primo piano, durante la stagione, le contaminazioni del jazz con il variegato universo musicale con cui questa musica si incontra e si scontra. Da ottobre a giugno, ci sarà spazio per le avanguardie, per le riletture dei grandi classici, per il jazz manouche, in occasione del centenario della nascita di Django Reinhardt, per le atmosfere newyorchesi e, ovviamente, non mancheranno i progetti dei leader italiani. Si comincia con un incontro con il mondo latino che, in tutti i suoi aspetti, non è più ormai un semplice esotismo ma una grande realtà sociale, linguistica, culturale che si riflette in misura sempre più notevole anche sul jazz che per sua propria natura da sempre è portato a cogliere con largo anticipo i mutamenti della vita culturale e del mondo popolare.
Scelte stilistiche a parte, squadra vincente non si cambia! Gli habituè del club ritroveranno l’atmosfera intima e calda di sempre in cui ascoltare musica, cenare a lume di candela, bere vino o whiskey invecchiato.
I PROTAGONISTI DI OTTOBRE: Si apre con il “Latin Mood” di Javier Girotto e Fabrizio Bosso. Nei primi giorni gli artisiti italiani faranno da padroni di casa: dal talentuso Daniele Tittarelli con il suo quartetto al pianista Roberto Tarenzi fino alla storica formazione Dixieland di Riccardo Biseo e Gianni Sanjust. Dal 14 al 17 ottobre, Pippo Matino con Daniele Scannapieco e Claudio Romano suoneranno con il grande trombonista americano Robin Eubanks, il 21 ottobre, dominerà la serata del club, la voce del newyorchese Miles Griffith e, dal 22 al 24, da New York, per la prima volta in Italia, arriveranno in quintetto i sassofonisti Ralph Lalama e Gary Smulyan. Si chiude in bellezza con il “Rendez Vous” 4et di Riccardo Del Fra e Maurizio Giammarco (dal 29 al 31 ottobre): due colonne portanti del jazz dagli anni ’70.
C’è grande attesa per il “ritorno” di Sarah Jane Morris a novembre!
L’APERTURA:
GIOVEDì 1 OTTOBRE & VENERDì 2 OTTOBRE
FABRIZIO BOSSO & JAVIER GIROTTO LATIN MOOD"
Tango, milonga, chacarera, candombe, il tutto vive e splende in chiave jazzistica, ora
enunciato ora accennato: questa è l’essenza di Latin Mood. Il quintetto, davvero una
somma di astri del jazz, si avvale di due figure leader: da un lato il torinese Fabrizio Bosso,
dall’altro l’argentino Javier Girotto, italiano d’adozione. Si incontrano così, nel terreno
fertile dell’improvvisazione e del jazz, estetiche apparentemente lontane, l’hard bop di cui
Bosso è alfiere indiscusso e gli influssi latini e le ritmiche argentine, dal tango in giù, di
Girotto. Ma in realtà ognuno di loro ha da sempre dimostrato affinità ed interessi
nell’ambito espressivo dell’altro, riuscendo ad esprimere, all’interno di questa formazione,
una sintesi sonora completa, che rimbalza su linguaggi sonori misti i quali sono tutti
contenuti nel grande esordio discografico sottoscritto dalla Blue Note Italia, “Sol”. Musica
coinvolgente, ballabile o meno, si viene presto contagiati innamorandosene.
In repertorio brani originali firmati da Javier Girotto, Natalio Mangalavite – il pianista
proprio non poteva mancare in un progetto del genere –, Fabrizio Bosso e poi la splendida
canzone cubana di Osvaldo Farrs, Quizàs, quizàs, quizàs che molti ricorderanno col titolo
inglese Perhaps, perhaps, perhaps. O ancora Volver di Carlos Gardel e Alfredo Le Pera e
qualche altra magica trovata.
Fabrizio Bosso: tromba
Javier Girotto: sax soprano, baritono
Natalio Mangalavite: piano
Luca Bulgarelli: contrabbasso
Lorenzo Tucci: batteria
Bruno Marcozzi: percussioni
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