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Un matin plein de promesses
Trio Grande & Matthew Bourne | W.E.R.F. Records (2008)
La maggior parte delle formazioni emergenti dall’effervescente scena fiamminga fa della freschezza interpretativa e della cura negli arrangiamenti il marchio di fabbrica della propria chiave artistica che rimane solitamente e saldamente ancorata alla strada maestra del jazz. Decisamente fuori da questi schemi consolidati risulta Un matin plein de promesses, perché il Trio Grande ha nel proprio DNA i geni della ricerca stilistica, della sorpresa esecutiva, dell’audacia timbrica, della versatilità compositiva, della continua tensione verso un’estetica musicale ricca di riferimenti ma assai personale e sfaccettata nella sua definizione ad alta risoluzione. “L’hypnotique“, per esempio, suona come un “Caravan“ del nuovo millennio - geniale quella cornamusa distorta - e come le composizioni di Duke ha il potere di tratteggiare affreschi maestosi con poche pennellate. “L’acrobate“ è un minuetto di stampo cameristico, squarciato dal clarinetto impazzito di Dehors, mentre “Valence Valse“ è un 3/4 sgangherato nel quale Tom Waits incontra l’armonica di Bob Dylan con sullo sfondo, a far da cornice, la silouette ambigua di Marlene Dietrich. E come non menzionare il funky sporco, grasso e free - irresistibile l’intervento al piano di Mattew Bourne di “Scarabée“? Troppa carne al fuoco? Può essere, ma il risultato è assolutamente entusiasmante perché i quattro musicisti sanno plasmare i diversi canovacci sonori con inesauribile inventiva, cosi che atmosfere quasi barocche affiancano del tutto naturalmente misurate declinazioni etniche, e a siparietti da sagra paesana seguono austere sequenze cameristiche. Un matin plein de promesses è un disco importante per capire il jazz d’oggi ed avere una visione prospettica sui possibili sviluppi del jazz a venire.
Valutazione: 4.5 stelle Elenco dei brani: Musicisti: Stile: Modern Jazz Pubblicato: 26-00-2008
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