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Shamokin!!!
Mostly Other People Do the Killing | Hot Cup Records (2007)
Immaginate. Immaginate di essere seduti in platea al Birdland o al Cafè Bohemia. Metà anni Cinquanta. Aria viziata, notte fredda e davanti a voi un tumbler con ghiaccio e whisky. Al tavolino accanto due adescatrici provocanti e succinte, dal cicaleccio sguaiato e irritante. Sul palco Art Blakey e i Jazz Messengers nella loro primissima incarnazione, con Clifford Brown alla tromba e Lou Donaldson al contralto. Il concerto sta per cominciare e già pregustate un paio d’ore di Hard bop aggressivo e ruspante, infuocato e sanguigno. E invece... Ma che succede? Art Blakey pare sotto effetto di psicofarmaci o di pesanti allucinogeni. Anche Clifford Brown e Lou Donaldson sembrano completamente impazziti, vittime di crisi nevrasteniche e di furiosi attacchi d’ira, musicisti psicotici alle prese con strumenti da rottamare. Che diavolo stanno combinando? Ma che roba è questa? Stropicciatevi gli occhi. Il giochetto è finito. Non siete negli anni Cinquanta; e quelli non sono i Jazz Messengers, ma un quartetto di scapigliati ragazzotti americani figli del ventunesimo secolo. Mostly Other People Do the Killing si fanno chiamare; e la sciocca parodia che vi ho poc’anzi dipinto, e che vi chiedo di perdonare, è il modo migliore per descrivere il jazz praticato dalla band in questione. Hard bop sotto acido (o spirito); mainstream violentato e irriso; Jazz Messengers post-moderni e malandrini; Horace Silver condito con peperoncini piccantissimi e marmellata di fragole; Jazztet in preda alle convulsioni e ricoverato d’urgenza in psichiatria; Sex Mob e Lounge Lizards vittime di uno schianto frontale. Scegliete voi la definizione che più vi aggrada, per conto mio potrei andare avanti un bel pezzo con simili scempiaggini. E se qualcuno nutrisse ancora dubbi riguardo la matrice “filosofica” dell’opera, dia un’occhiata alla copertina del CD. Che ne dite? Non ricorda fin troppo da vicino A Night in Tunisia, album del 1960 pubblicato dalla Blue Note proprio a nome di Art Blakey and the Jazz Messengers? E che dire del fantomatico Leonardo Featherweight a cui sono accreditate le note che accompagnano il disco? Ora, aggiungete all’impasto semilavorato il bugaloo trascinante di “Handsome Eddy”, la be-boppiana “Shamokin”, grottesca deformazione di un improbabile inedito di Charlie Parker, la suadente “Dunkelbergers”, degna dalla penna di Kenny Dorham, i 22 minuti scarsi di - tanto per non smentirsi - “A Night in Tunisia”, riletta con caustico umorismo e lucida pazzia, e il gioco è fatto. A questo punto resta solo da rendere il doveroso omaggio ai quattro valenti protagonisti di questa salace commedia degli equivoci: Peter Evans, trombettista incendiario, con Lee Morgan nel cuore e Lester Bowie nelle dita; Jon Irabagon, sassofonista elegante e inquieto, capace di ondeggiare tra richiami a Johnny Hodges (“Lover”) e impennate alla Peter Brotzmann; Moppa Elliott, formalmente leader dell’ensemble, bassista dal tocco preciso e responsabile dell’intero, splendido, repertorio di originali. Discorso a parte lo merita Kevin Shea, recentemente ascoltato nei People con Mary Halvorson e nel combo avant-rock Talibam!. Chi l’avrebbe mai detto che l’ex batterista degli Storm & Stress, a quel tempo fido scudiero del Don Caballero Ian Williams, si sarebbe rivelato come una delle menti più fervide della musica creativa di quest’inizio di millennio? Merito di un drumming anarchico e decisamente singolare, tutto giocato su scarti improvvisi, sfarfallii fuori luogo, imprevedibili cambi di marcia, irrefrenabili divagazioni. Che altro aggiungere? La più bella sorpresa di questo freddo gennaio 2008.
Valutazione: 4.5 stelle Elenco dei brani: 1. Handsome Eddy - 5:51; 2. The Hop Bottom Hop - 8:28; 3. Shamokin - 3:51; 4. Dunkelbergers - 7:49; 5. Factoryville - 4:51; 6.
Lover - 4:34; 7. Andover - 3:51; 8. Evans City - 6:41; 9. Baden - 6:38; 10. A Night in Tunisia (Gillespie/Paparelli) - 21:32.
Musicisti: Moppa Elliott (contrabbasso); Peter Evans (tromba); Jon Irabagon (sax contralto); Kevin Shea (batteria). Stile: Modern Jazz Pubblicato: 28-00-2008
Nato e cresciuto negli anni sbagliati. Attualmente impegnato nell'inventarsi un mestiere Per saperne di piu' su Luca...
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