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Ornette Coleman Anthology
Aki Takase - Silke Eberhard | Intakt Records - distr. IRD (2007)
E’ un sentito e appassionato omaggio alla musica di Ornette il nuovo progetto monografico di Aki Takase. Dopo i tributi a Fats Waller, Eric Dolphy e W.C. Handy per la pianista giapponese nel 2006 è arrivato il momento di affrontare il maestro che conobbe negli ani Sessanta attraverso il disco At the Golden Circle. Con questo lavoro a quattro mani e a due voci, la Takase ha antologizzato la prima parte della strepitosa storia discografica del sassofonista texano. Ne è risultato un CD che può essere consigliato sia agli irriducibili appassionati del profeta del free sia a chi non ne sa nulla. Il piano dell’opera tocca infatti tutte le facce dell’articolato mondo ornettiano. Un pianeta che la pianista giapponese spiega di aver sistemato in tre grandi insiemi. Quello delle nette strutture accordali di impianto boppistico come “Una Muy Bonita” o “The Blessing”, quello dei temi brevi che aprono ampi scenari improvvisativi e infine i pezzi melodici come il nostalgico “I Heard It Over the Radio” o “Beauty Is a Rare Thing”. Nel disco non si rinuncia all’interpretazione e all’arrangiamento dei pezzi che spesso vengono eseguiti all’unisono dai due strumenti del caso (piano e di volta in volta uno dei tre fiati della Eberhard), ma l’aspetto più interessante consiste nella restituzione di quell’estrema logicità e di quel rigore nella libertà di Coleman. Un esempio chiaro per tutti? Partiamo dall’iniziale “Turnaround”, segnata dai quarti della pianista e da uno strepitoso assolo stride, e proseguiamo con "Round Trip": nell’esecuzione per piano e sax alto il fiato “ritarda” il tema di due quarti rispetto alla tastiera per lanciarsi in un’ineffabile assolo. Oppure, tanto per fare un altro esempio tra i tanti, è interessare ascoltare come è stata ripensata “Face of the Bass” rispetto all’originale versione di Change of the Century. Del tutto particolare (e senza precedenti) anche il tipo di duetto che qui è alle prese con un repertorio originariamente concepito nella sua stragrande maggioranza (fatta eccezione per i pezzi registrati per la prima volta in Something Else!!!) per una formazione senza piano, strumento che Coleman ha sempre considerato (soprattutto tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta) un limite più che un valore. E il pianoforte che in questo CD si rivela dinamico e ricchissimo di risorse cromatiche, lungo un abbondante dialogo con la Eberhard che dà una prova di grande espressività, tecnica e che è eccellente anche se esaminata sotto il profilo della sonorità e della pronuncia. Aspetti questi ultimi che, ça va sans dir, non vanno mai messi in relazione al sassofonista texano con cui i punti di contatto sembrano essere pochi. Al di là dei singoli brani e delle indiscutibili doti delle due protagoniste il dato più sostanziale del lavoro è la continuità che il disco conferma e mette a fuoco tra i volti di Coleman, dando un valore quasi monkiano alla sua summa tematica. Insomma Ornette Coleman Anthology è destinato a rimanere un disco significativo nella discografia jazz più recente. Imperdibile.
Valutazione: 5 stelle Elenco dei brani: CD 1:
Musicisti: Aki Takase (pianoforte); Silke Eberhard (sax alto, clarinetto, clarinetto basso). Stile: Avant Pubblicato: 11-15-2008
Grandi misteri abitano la soglia del mio essere - Fernando Pessoa (da Per saperne di piu' su Gigi...
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