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Ready for Freddie
Freddie Hubbard (Blue Note - USA - 2004 - distr. EMI Italia)

Valerio Prigiotti

«Ready for Freddie» è il quarto disco registrato da Freddie Hubbard per la Blue Note. È anche il più importante nella prima fase della carriera di un trombettista che, dalla seconda metà degli anni Settanta, ha perso slancio, per poi scontrarsi con gravi danni alle labbra, causati da una pratica strumentale avventata.

Alla fine del 1962, Hubbard aveva già partecipato a dischi storici («Free Jazz» e «Olé Coltrane») ed era entrato nei Jazz Messengers di Art Blakey, completando una delle formazioni migliori del gruppo hard bop per eccellenza.

Hubbard sentiva il fascino delle innovazioni di Coltrane, quelle di «Giant Steps» e le successive esplorazioni modali. Seppe trovare la sua strada e proporre composizioni lontane dai trabocchetti del coltranismo, forse perché il suo essere trombettista impediva un'assimilazione pedissequa e spingeva verso una rielaborazione originale.

È qualcosa che parte dal suo fraseggio, collocato nella scuola hard bop legata al nome di Clifford Brown, ma articolato oltre le consuetudini dei suoi colleghi. L'elemento di novità veniva dall'inserimento di moduli sassofonistici, presi da Coltrane e fusi a un senso della frase impeccabile e a un suono bellissimo, anche sulle fasce estreme del registro. Una versatilità che consentiva a Hubbard d'integrarsi con Blakey, senza perdere l'occasione di partecipare a dischi avventurosi come «Out to Lunch» e «Ascension».

La scrittura rispecchia le doti strumentali e segue lo schema canonico dei Blue Note anni Sessanta, innovando il materiale melodico e armonico. Così Arietis rivede la propulsione del Coltrane modale, aggiungendo una giocosità che parte dalla breve introduzione e si trasmette alla sezione ritmica, quasi per intero coltraniana, ma qui più distesa, meno infuocata. Weaver of Dreams, la classica ballad destinata a mostrare le doti del leader, ha il vantaggio di non essere fra le più battute e gode di una prestazione maestosa di Hubbard. Birdlike è un puro blues boppistico, ma si avverte quanto il jazz fosse cambiato dagli anni di Parker: la concezione del ritmo, soprattutto, è diversa, più elastica, ben espressa dal drumming innovativo di Elvin Jones.

Le due composizioni più pregevoli sono Crisis e Marie Antoinette. La prima è di Hubbard e va ben oltre le convezioni dei temi bebop, spesso semplice pretesto per cavalcate sugli accordi. Hubbard segue la struttura AABA, ma la colora con fantasia: sulla pulsazione latina di Jones, imposta un morbido corale dei fiati, poi chiude le A con quattro battute che hanno la forza di un riff orchestrale; in mezzo un bridge dal tipico svolgimento bop. I solisti recepiscono questa suddivisione per tappe e offrono improvvisazioni articolate di conseguenza.

Marie Antoinette è di Wayne Shorter, compagno di Hubbard nei Jazz Messengers, ed è una tipica composizione del sassofonista, insidiosa con la sua apparente aria leggera, contraddetta da bruschi sviluppi angolari nel tema e da un giro armonico che anticipa lo Shorter più maturo.

La front line è completata dall'eufonio di Bernard McKinney: Hubbard varia l'assetto dei Jazz Messengers e sostituisce il trombone di Curtis Fuller con uno strumento dal timbro fra il trombone a pistoni e il corno francese, col risultato di dare più corpo alla tessitura dei fiati.

La coesistenza di Blakey e Coltrane è forse la cifra principale di «Ready for Freddie» e consente a Hubbard di trovare la sua voce matura, circondato da solisti in stato di grazia.

Valutazione: * * * * ½

Freddie Hubbard:
http://members.aol.com/jaz206/profiles/hubbard.html [breve profilo biografico e discografia]
Sito della Blue Note:
www.bluenote.com

Elenco dei brani:
01. Arietis (Freddie Hubbard) - 6:38
02. Weaver of Dreams (Young; Elliott) - 6:33
03. Marie Antoinette (Wayne Shorter) - 6:36
04. Birdlike (FH) - 10:12
05. Crisis (FH) - 11:31
06. Arietis - 5:48
07. Marie Antoinette - 6:13

Musicisti:
Freddie Hubbard (tromba)
Bernard McKinney (eufonio)
Wayne Shorter (sax tenore)
McCoy Tyner (pianoforte)
Art Davis (contrabbasso)
Elvin Jones (batteria)




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