Enrico Bettinello
Diventato negli ultimi anni un nome familiare agli appassionati di jazz, in particolare
grazie alla militanza nel quartetto di David S. Ware e in alcuni dei tanti
progetti che la "cucina" di Matthew Shipp sforna, il batterista Guillermo E.
Brown è un musicista che sta crescendo moltissimo, sempre più cosciente dei propri
mezzi espressivi, aperto a tante esperienze [dall'interazione con la danza al cinema, dal
free jazz all'elettronica] e dotato di grande intelligenza.
Per questo il suo progetto The Beat Kids - in cui suona molti strumenti,
coadiuvato dalla voce di Latasha Natasha Diggs, dal basso di Keith Witty e
dal vibrafono e flauto di Yusuke Yamamoto - non va letto come una delle tante
avventure sonore di jazzisti alle prese con i beats digitali [o, al contrario,
come ho letto in un articolo, di dj che "si mettono a pastrocchiare con i dischi di
Charlie Parker dei loro genitori"!], ma come l'approfondimento di una concezione
ritmica, l'allargamento dell'orizzonte percussivo e timbrico verso nuove direzioni.
Forse proprio per questo, gli appassionati di "dance jazzata" si troveranno a nascondere
un po' di disappunto per questo disco d'esordio, Open Rhythm System, perché la
variegata ricerca ritmica di Brown e soci non cede praticamente mai alla tentazione
modaiola e si presta poco a una fruizione puramente cinetica.
Vuoi per la particolare varietà di riferimenti, dall'electro scura di "Channel 9
Reprise" ai funk scarnificati, dall'asimmetria di "Hothot" [con il flauto ad
accentuare l'effetto straniante] alle radici hip-hop, in mezzo a scorie
dub, tastierine, piccoli gioielli nusoul come "Want" o "Sick Day", la
musica di Brown sfugge in continuazione al tentativo di classificazione e evidenzia la
grande naturalezza con cui convivono sia la dimensione della batteria che quella
dell'elettronica nella concezione dell'artista.
Sedici brani, alcuni forse leggermente lunghi ma è un peccato veniale, un vero e proprio
viaggio di questi quattro "Space Cats" [come recita il titolo di un brano dall'aroma
psichedelico e saturnino, siamo dalle parti del reame del Re Sole...] attraverso mondi
sonori disparati, sempre a cavallo di idee ritmiche pulsanti e vive.
Guillermo Brown si conferma come straordinario catalizzatore di idee e di energie [certo
stare a contatto con Ware, Shipp o William Parker non deve lasciare indifferenti!]
e questi suoi "ragazzi del beat" ne stanno a dimostrare tutte le potenzialità. Che non
sono davvero poche!
Valutazione: * * * ½
Sito di Guillermo E. Brown:
www.guillermoebrown.com
Sito della Uncle Junior Records:
www.sevenheads.com
Elenco dei brani:
01. Bang! - 4:58
02. Danger Zone - 4:29
03. Song For Legolas - 5:33
04. Fraction - 5:12
05. Channel 9 Reprise - 5:14
06. Sick Day - 4:31
07. Earth Electrode Test Point - 0:30
08. Gimme Back My Activator - 5:50
09. Hothot - 6:27
10. Juggle - 3:03
11. Want - 6:13
12. Donut Shop - 2:04
13. Space Cats - 4:36
14. Brazilian Phrase Book - 4:56
15. Flat Beats//Collider - 3:44
16. Life Is A Juggle [feat. Sadat X] - 3:15
Tutte le composizioni sono di Guillermo E. Brown
Musicisti:
Guillermo E. Brown (batteria, percussioni, elettronica, basso, sintetizzatore, voce,
vibrafono)
Latasha Natasha Diggs (parole, voce)
Keith Witty (basso)
Yusuke Yamamoto (vibrafono, flauto)