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Open Rhythm System
The Beat Kids (Uncle Junior Records - USA - 2003)

Enrico Bettinello

Diventato negli ultimi anni un nome familiare agli appassionati di jazz, in particolare grazie alla militanza nel quartetto di David S. Ware e in alcuni dei tanti progetti che la "cucina" di Matthew Shipp sforna, il batterista Guillermo E. Brown è un musicista che sta crescendo moltissimo, sempre più cosciente dei propri mezzi espressivi, aperto a tante esperienze [dall'interazione con la danza al cinema, dal free jazz all'elettronica] e dotato di grande intelligenza.

Per questo il suo progetto The Beat Kids - in cui suona molti strumenti, coadiuvato dalla voce di Latasha Natasha Diggs, dal basso di Keith Witty e dal vibrafono e flauto di Yusuke Yamamoto - non va letto come una delle tante avventure sonore di jazzisti alle prese con i beats digitali [o, al contrario, come ho letto in un articolo, di dj che "si mettono a pastrocchiare con i dischi di Charlie Parker dei loro genitori"!], ma come l'approfondimento di una concezione ritmica, l'allargamento dell'orizzonte percussivo e timbrico verso nuove direzioni.

Forse proprio per questo, gli appassionati di "dance jazzata" si troveranno a nascondere un po' di disappunto per questo disco d'esordio, Open Rhythm System, perché la variegata ricerca ritmica di Brown e soci non cede praticamente mai alla tentazione modaiola e si presta poco a una fruizione puramente cinetica.

Vuoi per la particolare varietà di riferimenti, dall'electro scura di "Channel 9 Reprise" ai funk scarnificati, dall'asimmetria di "Hothot" [con il flauto ad accentuare l'effetto straniante] alle radici hip-hop, in mezzo a scorie dub, tastierine, piccoli gioielli nusoul come "Want" o "Sick Day", la musica di Brown sfugge in continuazione al tentativo di classificazione e evidenzia la grande naturalezza con cui convivono sia la dimensione della batteria che quella dell'elettronica nella concezione dell'artista.

Sedici brani, alcuni forse leggermente lunghi ma è un peccato veniale, un vero e proprio viaggio di questi quattro "Space Cats" [come recita il titolo di un brano dall'aroma psichedelico e saturnino, siamo dalle parti del reame del Re Sole...] attraverso mondi sonori disparati, sempre a cavallo di idee ritmiche pulsanti e vive.

Guillermo Brown si conferma come straordinario catalizzatore di idee e di energie [certo stare a contatto con Ware, Shipp o William Parker non deve lasciare indifferenti!] e questi suoi "ragazzi del beat" ne stanno a dimostrare tutte le potenzialità. Che non sono davvero poche!

Valutazione: * * * ½

Sito di Guillermo E. Brown:
www.guillermoebrown.com
Sito della Uncle Junior Records:
www.sevenheads.com

Elenco dei brani:
01. Bang! - 4:58
02. Danger Zone - 4:29
03. Song For Legolas - 5:33
04. Fraction - 5:12
05. Channel 9 Reprise - 5:14
06. Sick Day - 4:31
07. Earth Electrode Test Point - 0:30
08. Gimme Back My Activator - 5:50
09. Hothot - 6:27
10. Juggle - 3:03
11. Want - 6:13
12. Donut Shop - 2:04
13. Space Cats - 4:36
14. Brazilian Phrase Book - 4:56
15. Flat Beats//Collider - 3:44
16. Life Is A Juggle [feat. Sadat X] - 3:15

Tutte le composizioni sono di Guillermo E. Brown

Musicisti:
Guillermo E. Brown (batteria, percussioni, elettronica, basso, sintetizzatore, voce, vibrafono)
Latasha Natasha Diggs (parole, voce)
Keith Witty (basso)
Yusuke Yamamoto (vibrafono, flauto)



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