Giuseppe Segala
Nell'attività di Irène Schweizer e di Pierre Favre il duo è praticato in
modo frequente. In particolare la pianista ha rivolto la sua attenzione in modo
sistematico all'incontro a due con batteristi, che l'etichetta svizzera Intakt ha
documentato con minuzia dal 1986 al 1995, pubblicando le registrazioni, tutte dal vivo
tranne che per due brani con Cirylle, della pianista di Schaffhausen con Louis
Moholo, Günter "Baby" Sommer, Han Bennink, Andrew Cirylle e lo
stesso Favre. Un'operazione diversa da quella concertata da Cecil Taylor per la
FMP, perché in quel caso si trattava di registrazioni effettuate nell'arco di pochi
giorni, mentre qui, diluiti in dieci anni, i dischi comprendevano una fetta non
indifferente dell'attività artistica della pianista. Già in quella serie, il disco con il
percussionista elvetico era quello che denotava maggiore coesione e sintonia, sviluppato
su basi estemporanee sotto il punto di vista del materiale affrontato, ma con radici ben
salde e profonde per quanto riguarda la capacità di comune sintesi, di ascolto e
comprensione reciproca.
Tutto ciò ha certamente una spiegazione: Favre e la Schweizer hanno alle spalle una lunga
frequentazione, iniziata nel 1966 al festival di Montreux, dove fecero la loro
prima conoscenza. Incontratisi nuovamente a Zurigo qualche tempo dopo, Favre chiese alla
pianista se fosse disposta a lavorare per la ditta Paiste, che produce i celebri piatti
per batteria. Iniziarono così a fare duetti, anche di batteria, e dal '67 cominciò
l'attività in trio e quartetto, tra cui il celebre sodalizio con Peter Brötzmann e
Peter Kowald, che li portò ad un'ampia serie di concerti in tutta Europa tra
il '68 e il '69. In quelle ed altre occasioni si accorgevano che loro due costituivano
sempre più il nocciolo di molte formazioni, in cui erano coinvolti tra gli altri
Trevor Watts, Gerd Dudeck, Charlie Mariano e John Tchicai.
Il duo vero e proprio davanti a un pubblico ebbe però un inizio casuale: durante un tour
italiano, la Schweizer e Favre si trovarono a Bologna senza i loro compagni Johnny
Dyani e Peter Brötzmann, e dovettero iniziare il concerto in due.
Ecco dunque che questo Ulrichsberg, registrato nella città tedesca sempre dal vivo
nel maggio del 2003, giunge come tappa importante di un sodalizio intenso, durato sette
lustri, e che, a giudicare dai risultati, non accenna a sbiadirsi nella routine. Uno dei
momenti più intensi del disco è "Ulrich, Ulrich, der Wagen bricht!", dedicato a Kowald,
scomparso prematuramente nel 2002. Dopo una lunga introduzione della batteria, i due
strumenti creano un fitto e tenace tessuto poliritmico, sfociano in un ritmo cadenzato e
arcaico, per poi adagiarsi su un trillo del piano, che porta alla melodia intensa e
toccante del finale. "Unwritten Messages" è senz'altro il pezzo più avventuroso sotto il
punto di vista timbrico: le corde del pianoforte vengono pizzicate e percosse, si formano
nuvole sonore in continua metamorfosi, e il percussionista misura questi spazi rarefatti
con fantasia e gusto melodico inesauribili. La ricerca melodica e timbrica è costante e
felicissima in tutto il lavoro dei due musicisti, e se la Schweizer tiene spesso d'occhio
la dimensione ritmica del piano, l'approccio di Favre ha una qualità melodica di grande
qualità espressiva e dinamica.
Pur nello sviluppo di brani in gran parte improvvisati, i due musicisti tengono sempre
d'occhio la forma generale in cui la musica prende corpo: ai momenti di intensità e
saturazione fanno da bilancia le rarefazioni e le ricerche timbriche, le geometrie più
astratte si incontrano con ritmi simmetrici e precisi richiami melodici. La parte
centrale di "It's About Time" e "Nomades" mostrano sotto questo punto di vista momenti
sorprendenti per coesione, reciproca reattività e capacità di costruzione. Dopo i cinque
dischi degli anni Ottanta e Novanta, questo rappresenta uno splendido sigillo, o forse un
nuovo punto di partenza.
Particolarmente accurato è il libretto interno, con una bella intervista con Favre e la Schweizer.
Valutazione: * * * *
Sito di Pierre Favre:
www.pierrefavre.ch
Sito della Intakt:
www.intaktrec.ch
Elenco dei brani:
01. Twin Dialogue (Irène Schweizer / Pierre Favre) - 15:14
02. It's About Time (Irène Schweizer / Pierre Favre) - 12:07
03. Ulrich, Ulrich, der Wagen bricht! (Dedicated to Peter Kowald) (Irène Schweizer /
Pierre Favre) - 10:18
04. Unwritten Messages (Irène Schweizer / Pierre Favre) - 6:56
05. Nomades (Irène Schweizer / Pierre Favre) - 8:56
06. Waltz For Lois (Irène Schweizer / Pierre Favre) - 5:25
Musicisti:
Irène Schweizer (piano)
Pierre Favre (drums)