Ermes Rosina
Approdano finalmente alla registrazione discografica - facendo seguito alle non numerose
incisioni con il Soldier String Quartet e il Bang on a Can Ensemble -
alcune composizioni per orchestra e ensemble cameristico dal versatile Elliott
Sharp.
Artefice dell'operazione è la tedesca Hessischer Rundfunk, che raccoglie -per
l'incisione di tre brani piuttosto estesi l'intera compagine della Radio-Sinfonie-
Orchester Frankfurt e cinque elementi della sezione degli archi del prestigioso
Ensemble Modern.
In questa musica accuratamente scritta, Sharp razionalizza - senza annacquarla di una
goccia, ma anzi rafforzandone il fascino tutto particolare - quella carica di
aggressività che si riscontra in altri progetti a metà strada fra composizione e
improvvisazione "guidata", specie nelle varie incarnazioni dell'"eterodossa" orchestra
Carbon.
L'iniziale Racing Hearts ci introduce istruttivamente all'approccio originale di
Sharp: il brano, concepito nel 1998 con un complesso metodo algoritmico e
successivamente ritrascritto per intero nella notazione tradizionale, ci avvince da
subito con l'affastellarsi progressivo dei glissandi, da cui proliferano rapidamente
asincrone figure melodiche.
L'artificio tardo-medioevale dell'hoquetus (il noto stile contrappuntistico spezzato da
reciproche interruzioni fra le voci) viene rielaborato in una chiave modernissima per
creare una fitta trama di puntuazioni e esclamazioni dei legni e degli ottoni: ogni
sospetto di sbiadita ricopiatura del post-webernismo viene, tuttavia, fugato dalle
tonanti pulsazioni irregolari dei timpani e dall'estrema mobilità delle percussioni
metalliche.
Encomiabili sia la direzione di Peter Rundel sia l'esecuzione
dell'orchestra, entrambi in grado di rendere con estrema precisione sia gli impasti
timbrici nascenti dal suono a pieno organico sia gli incastri asimmetrici che si
generano dall'intreccio fra gruppi strumentali più ridotti.
La violenza controllata - nelle altezze, nei ritmi, finanche nelle accordature - tramite
la serie dei numeri di
Fibonacci (sulla quale si imperniano, dai tardi anni '70,
importanti lavori, primo fra tutti il geniale Larynx, inciso nel 1987 per la
SST Records, purtroppo oggi defunta), riluce come una lama affilata grazie alla
rigorosa lettura dei cinque archi dell'Ensemble Modern: utile sarebbe il
confronto con la versione del potente Soldier String Quartet uscita nel 2003 su
Tzadik.
È un'esperienza ai limiti dell'allucinazione sonora ascoltare, in rapida e inesorabile
sequenza - com'è tipico della cifra stilistica di Sharp - gli ipercinetici glissandi
iniziali, seguirne l'assestamento in brevi istanti di (apparente) quiete e le improvvise
accelerazioni verso contrappunti furiosi: persino le già magmatiche partiture per archi
(o in cui gli archi svolgono comunque un ruolo di primo piano) di Xenakis -
vicino al newyorkese nella concezione della musica come arte-scienza - si pensi a
Tetras o alla seminale Metastasis - impallidiscono di fronte al furore
materico che a tratti si sprigiona in questo brano.
Non è meno coinvolgente Calling - qui nuovamente interpretato dalla Radio-
Sinfonie-Orchester Frankfurt - commissionato all'autore nientemeno che per il concerto
d'apertura dei corsi estivi di Darmstadt del 2002 (cosa che potrà suscitare stupore, ma
non in chi sappia degli studi accademici di Sharp e delle sue frequentazioni con
Morton Feldman).
Per quanto siano avvertibili alcune ridondanze (difficile d'altronde, evitare qualche
sfilacciamento della trama sonora lungo un arco temporale che sfiora i trenta minuti),
si respira quasi ovunque, anche nei momenti più rarefatti, un clima di ossessionante
inquietudine, sospesa tra minacciosi presagi ed echi delle tragedie che insaguinano il
mondo di oggi: "La mia arte è sempre in relazione a ciò che accade nel mondo. Così
gli avvenimenti politici e la situazione internazionale s'inscrivono nella mia
musica", dichiara, del resto, lo stesso compositore.
Compulsivi ostinati ritmici si propagano attraverso le varie sezioni orchestrali,
variando d'intensità e scomponendo lo spazio acustico in massicci blocchi, ora
reciprocamente contrapposti ora compenetrati, fino al momento cruciale, poco dopo il
diciassettesimo minuto, introdotto dai glissandi sordinati degli archi: l'inatteso e
squassante ingresso dei timpani.
Come un gigantesco moloc, questi trascinano pesantemente il brano verso gli sviluppi
successivi, accompagnati dagli accordi ribattuti del pianoforte e da potenti
interiezioni strumentali.
Nel lungo finale sono queste a impadronirsi della scena, scatenandosi con la furia di
sirene impazzite nella notte, tra ampi scarti dinamici e pause sature di tensione: il
suggello finale di uno Sharp che si rivela un grande "irregolare" anche nella "regolare"
scrittura per orchestra.
Valutazione: * * * *
Sito di Elliott Sharp:
www.elliottsharp.com
Sito della Hessischer Rundfunk:
www.hr-online.de
Elenco dei brani:
01. Racing Hearts (Version 1998) - 15:38
02. Tessalation Row (1986-1996) - 11:40
03. Calling (2001) - 27:45
Musicisti:
Radio-Sinfonie-Orchester Frankfurt diretta da Peter Rundel in 01 e 03
Quintetto d'archi dell'Ensemble Modern diretto da Kasper de Roo in 02