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Liberty Ellman (Pi Recordings - USA - 2003)

Angelo Leonardi

Liberty Ellman deve ancora maturare una chiara e coerente originalità espressiva ma ha tutti i numeri per diventare uno dei chitarristi di punta del prossimo futuro. Trentatre anni, londinese di nascita ma americano di educazione, Liberty ha vissuto prevalentemente nella Bay Area dove s'è laureato presso la California State University.
Già da studente ha iniziato a stabilire le giuste frequentazioni: i suoi primi partner musicali sono stati il pianista Vijay Iyer e il sassofonista Rudresh Mahanthappa che lo hanno progressivamente avvicinato all'area musicale più innovativa di New York, dove s'è stabilito dal 1998.

In questi anni, dopo una collaborazione con la prima Mystic Rhythm Society di Steve Coleman, Liberty è stato scritturato da Henry Threadgill per il progetto Zooid ed ha intrattenuto positive relazioni con artisti del calibro di "Butch" Morris, Roscoe Mitchell, Greg Osby, Steven Bernstein e Mat Maneri.

Entrato nei ranghi di in una delle più innovative etichette contemporanee, la Pi Records, il chitarrista pubblica il suo secondo lavoro da leader (nel 1997 aveva autoprodotto Ortodoxy per la sua label Red Giant) guidando un quartetto dove Mark Shim e Greg Osby si alternano al sassofono (il primo al tenore, il secondo al contralto) mentre la ritmica comprende Stephan Crump al contrabbasso ed Eric Harland alla batteria.

Autore di tutti i brani, Ellman predilige una scrittura incisiva, ritmicamente articolata e densa di frammentazioni ma per niente esasperata. Il suo stile ha una chiara propensione per la tradizione chitarristica degli anni sessanta, ricco di belle armonizzazioni, di un suono ovattato e di un fraseggio debitore delle lezioni di Wes Montgomery, Jimmy Raney e Gran Green.

Anche Shim ed Osby condividono i legami con la tradizione, disegnando percorsi in equilibrio tra passato e innovazione: temi nervosi e ricchi di scomposizioni (echeggianti l'estetica M-Base) come "How Many Texts" e "Ultraviolet" con Osby, si legano ad altri liricamente dilatati, quasi sognanti. Accade ad esempio in "Rare Birds" e soprattutto in "Body Art" dall'andamento leggero ed evanescente.
L'eloquio morbido e liricamente riflessivo di Mark Shim aggiunge al tema fascino e spessore emotivo.

Indubbiamente riuscito e ricco di sottigliezze, il disco si apprezza dopo ripetuti ascolti. Un bel passo avanti nella ricerca artistica di Liberty Ellman anche se attendiamo il lavoro della piena maturità.

Valutazione: * * * ½

Sito della Pi Recordings:
www.pirecordings.com

Elenco dei brani:
01. Excavation - 5:58
02. Clean Is Rich - 6:38
03. Temporary Aid - 8:08
04. Helios - 7:19
05. Rare Birds - 4:31
06. Body Art - 5:28
07. How Many Texts - 5:21
08. Ultraviolet - 5:09
09. Post Approval - 8:06

Tutte le composizioni sono di Liberty Ellman

Musicisti:
Greg Osby (sax contralto) nei brani 3-7-8
Mark Shim (sax tenore)
Liberty Ellman (chitarra el.)
Stephan Crump (contrabbasso)
Eric Harland (batteria)



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