Marzo 2004
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Le tante facce di Guillermo E. Brown
Breve chiacchierata con il batterista [ma non solo...]
Enrico Bettinello
Gli appassionati di jazz lo conosceranno principalmente come batterista di David
S. Ware, ma Guillermo E. Brown è un musicista e un artista di grande
versatilità, come dimostrano i tanti fronti su cui è impegnato e il nuovo disco con il
gruppo The Beat Kids, Open Rhythm System.
Proprio su questi temi abbiamo fatto una breve chiacchierata, approfittando della sua
simpatia e disponibilità.
All About Jazz Italia: Raccontaci qualcosa su questo progetto "The Beat Kids"...
Guillermo E. Brown: Questa musica è la continuazione del dialogo tra il jazz e gli altri idiomi della musica da ballo.
La prosecuzione della reazione/risposta che è incominciata quando dalla dimensione delle
orchestre swing il jazz si è ristretto a gruppi più piccoli. È un format aperto, un
codice capace di astrarre differenti fonti di informazione, prevalentemente dalla popular music.
AAJ: Quali sono state le tue principali influenze e ispirazioni in questo?
G.E.B.: Il progetto è nato nella mia testa, ma tra le cose che più mi hanno ispirato ci sono
Tricia Rose - Black Noise, David Toop - Ocean Of Sound,
Kodwo Eshun - More Brilliant Than The Sun.
Oltre a jazz che contiene interventi vocali come: A Love Supreme di John
Coltrane, ma anche Archie Shepp, la collaborazione tra Max Roach e
Abbey Lincoln [ad esempio "Garvey's Ghost"], Roy Ayers, ecc.
Ma anche cose tipo Ui, Bad Brains, Hot Music di Pal Joey,
qualche proposta dall'Inghilterra come 4 Hero, Kirk Degiorgio, Cinematic
Orchestra, Attica Blues, Jamie Lidell...
AAJ: Quali sono i dj che ti interessano maggiormente?
G.E.B.: Sicuramente mi piacciono molto DJ Premier, RZA, Mr. Scruff,
Christian Vogel...
AAJ: Nel tuo lavoro c'è una forte integrazione tra la batteria e i beats digitali.
G.E.B.: Questo deriva in gran parte dagli esperimenti che ho fatto unendo il djing
drum'n'bass e il suonare la batteria allo stesso tempo.
Sono cresciuto frequentando un sacco di feste e serate hip-hop e drum'n'bass, suonando contro/con i dj e viceversa!
AAJ: E tutto questo lo ritroviamo in "Open System Rhythm"...
G.E.B.: "Open System Rhythm" è un disco per orecchie ben aperte! Per un pubblico che non ascolta
la musica come in una scatola: un pubblico che ascolta rock, jazz, funk,
reggae, classica, a volte Marlene Dietrich, a volte King Tubby e così via!
AAJ: I tuoi prossimi progetti...
G.E.B.: Sto lavorando a un progetto solista, Black Dreams 1.0, per la mia etichetta
Melanine Harmonique: sperimentazione, improvvisazione, vocalità, sonorità
elettroacustiche. E c'è anche
Black Dreams 5.1, un remix con un suono surround.
Il mio progetto Arturo Klauft poi, tutto concepito sui campionamenti, vedrà presto
la luce sul mio sito internet www.guillermoebrown.com ...
ci sono delle parti vocali che la gente potrebbe riconoscere!!
The Beat Kids stanno lavorando su nuovi materiali e c'è anche un lavoro
multimediale per il teatro intitolato "Robeson in Space" e sto mettendo assieme delle
composizioni per il mio Cut-Up Quintet e la Breuklen Tek Orchestra!
AAJ: Oltre a suonare con alcuni maestri assoluti del jazz, so che sei molto interessato a
diversi ambiti artistici, dalla danza alle arti visive...
G.E.B.: Sì, stiamo lavorando con la coreografa Eva Silverstein e la mia compagnia
Silver-Brown Dance [per saperne di più www.silverbrowndance.org]. Ci esibiremo al Lincoln Center e
stiamo preparando una cosa apposita per maggio, sotto il ponte di Brooklyn!
Sono impegnato nella sonorizzazione e nella composizione di un lavoro teatrale
sull'immigrazione in America dal titolo Something to Declare alla Rutgers
University di Newark.
Quando ero al Bard College lavoravo molto di più con le arti visive e le installazioni,
ma anche adesso sto per presentare in aprile una scultura sonora al Flux di Long Island
City, Queens!
Sito di Guillermo E. Brown:
www.guillermoebrown.com
Foto di Claudio Casanova
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