Marzo 2004
|
Enrico Rava Quintet
Sala Sinopoli - Auditorium Parco della Musica - Roma - 11.03.2004
Pierpaolo Faggiano
"Sono davvero contento di questo disco, penso sia uno dei migliori tra quelli che ho
realizzato. In studio di registrazione tutti abbiamo dato il meglio e la seduta è venuta
fuori in maniera naturale, quasi rilassata. Tutto questo penso si percepisca
all'ascolto".
Un Enrico Rava visibilmente compiaciuto ha preso parte alla conferenza stampa di
presentazione di Easy Living,
il disco che segna il ritorno all'ECM del trombettista
triestino dopo diciotto anni (l'ultimo disco, Volver, inciso al fianco di Dino
Saluzzi, risale al 1986). Erano presenti anche il patron dell'etichetta tedesca Manfred
Eicher, Alberto Riva, co-autore con Rava della autobiografia Note Necessarie - Come Un'Autobiografia,
pubblicata dalla Minimum Fax a fine febbraio, Francesco Màndica, Roberto Masotti,
autore delle foto del booklet.
Eicher si è detto felice di poter riprendere a lavorare con Rava, facendo notare che in
fondo questo disco suggella un rapporto di amicizia (più che professionale) mai
interrotto definitivamente. Lo stesso Rava ha avuto parole di stima per il produttore
tedesco: "È uno che in studio di registrazione fa sentire la sua presenza dispensando
consigli preziosi ai musicisti" ha detto. "E per quanto riguarda il "sound" magico
ricreato in studio - ha aggiunto - un grosso merito va a Stefano Amerio dell'Artesuono
di Cavalicchio, Udine, al quale, ora che l'ho scoperto, sto facendo moltissima pubblicità".
Dopo le parole, la musica, crepuscolare, malinconica, pervasa di un lirismo meditativo.
C'è poco spazio per il mondo latino, solare e danzante, tipico di Rava in queste nuove
composizioni pensate per il Quintetto (oltre al leader, Gianluca Petrella, trombone,
Stefano Bollani, pianoforte, Rosario Bonaccorso, contrabbasso, Roberto Gatto, batteria).
Rava ha scelto la via dell'introspezione, della chiarezza melodica, formale, giocando di
contrappunto (deliziose la sortite tromba-trombone) e puntando sulla compattezza
d'insieme. Tra le composizioni hanno lasciato il segno "Rain", una melodia cupa,
dolente, quasi un concentrato del mondo onirico di Rava (non è un caso che la mente sia
subito andata a ricercare splendide pagine quali "Bella" o "Visions") e "Sand", una rumba
a tempo lento dedicata a Ellington, incorniciata da due istrionici interventi di
Petrella e Bollani.
Finale scoppiettante, invece - e tipicamente raviano - con l'ormai
immancabile "Happiness Is to Win a Big Prize in Cash", omaggio al JazzPar 2002, e "Tango for Pepita y Vasquez".
Foto di Claudio Casanova
|